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Pubblicato il: 09/03/2021

REPORT COVID A LEGNANO SEMESTRE SETTEMBRE - FEBBRAIO

L’ultimo quadrimestre del 2020 ha visto Legnano coinvolta nella seconda ondata della pandemia in misura significativa: oltre 2800 cittadini sono stati contagiati, pur se in larga misura asintomatici o paucisintomatici; durante la prima fase covid, da marzo a maggio 2020, il totale dei casi fu di 588, quasi interamente sintomatici.

I primi due mesi del 2021, decorsi con una relativa stabilizzazione dei casi, hanno visto nell’ultima settimana di febbraio un nuovo progressivo incremento che, seppure non ai livelli di novembre, è allineato con i dati regionali e indicativo di una probabile “terza ondata”.

Se consideriamo anche i casi verificatisi a marzo-agosto, l’incidenza, come riportata sul sito regionale, assomma al 6,66%, in media coi comuni della città metropolitana di Milano (6,60%) e della provincia di Varese (7,28%). Ciò sta a significare che dall’inizio della pandemia circa 4000 legnanesi hanno avuto una diagnosi di covid-19 e i ¾ di essi nel corso della seconda ondata.

Nell’immagine troviamo l’incidenza settimanale a partire dalle prime rilevazioni, ove è ben evidente il picco epidemico di novembre. (tab 1)

 

Ritornando ai casi dell’ultimo semestre nel grafico successivo, le persone coinvolte per data di segnalazione da parte del medico o laboratorio a fronte della positività del tampone; il colore delle barre indica il numero di guariti o ancora positivi in isolamento ( si tratta dei casi di recente diagnosi, con isolamento in corso alla data del 28 febbraio). (tab 2)

 

Non sono compresi i decessi avvenuti nel periodo, pari a 73, di cui si dirà meglio poi.

Secondo i criteri del Ministero della Salute e del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie(ECDC), sono considerati casi confermati Covid-19 tutti coloro che abbiano avuto un riscontro positivo al tampone nasofaringeo molecolare; nel grafico i casi di legnanesi coinvolti nell’ultimo semestre sono indicati per fascia di età e sesso.

La maggior quota, il 66%, è costituita da giovani e adulti (20-60 aa),mentre bambini, ragazzi, adolescenti e giovani in età scolare (sino ai 19 aa) sono il 9% con 306 casi. Gli ultrasessantenni sono il restante 25%. (tab 3)

 

Se poi confrontiamo i casi per età, raffrontati ai residenti totali per classe di età riscontriamo una situazione del tutto analoga, con bassi tassi tra i minorenni e molto elevata tra gli anziani come pure tra i 22-24 anni. (tab 4)

 

La distribuzione nella città è omogenea per aree e quartieri, con prevalenza dei focolai famigliari e di comunità (fonte: georeferenziazione sistema cruscotto regionale). (tab 5)

 

Infatti se incrociamo i dati con la base anagrafica, abbiamo che sono state coinvolte cinque convivenze –RSA, RSD, Istituti religiosi…- per un totale di 107 casi e ben 795 nuclei famigliari – ossia nuclei con due o più componenti contagiati- per un totale di 1888 casi: dunque 2/3 dei positivi dell’ultimo semestre si sono contagiati o hanno contagiato altri famigliari in ambito domestico.

Ricordando che per infezione si intende l’ingresso di un micro organismo nell’organismo umano ( portatore asintomatico cioè in assenza di sintomi ma in grado di trasmettere l’infezione) a cui possono seguire, non necessariamente, i sintomi della malattia, nel grafico troviamo gli esiti dell’infezione registrati al 28 febbraio, di tutte le persone che hanno avuto un primo esito positivo da settembre.  (tab 6)

 

Il decesso è strettamente correlato all’età, come possiamo vedere nel grafico; al di sotto dei 40 aa non si sono verificati decessi e negli under 65enni i decessi sono stati 6 nel semestre; il dato tuttavia è passibile di modifica appena saranno disponibili i dati ufficiali derivanti dalle schede ISTAT di morte. (tab 7)

 

Complessivamente il tasso di letalità si attesta sull’2,3% , anche se il dato non è da considerarsi definitivo, in relazione alle verifiche ISTAT; oltre i 90 aa un malato su quattro va incontro al decesso, tra i 76 e i 90 la letalità di 1 su 10, tra i 61 e i 75 è il 3% che decede causa covid, mentre tra 30 e 60 aa siamo allo 0,1%.

Di particolare significato è analizzare l’eccesso di mortalità provocato dal Covid-19, cioè i decessi in aggiunta alla media dei decessi del medesimo periodo.

ISTAT pubblica aggiornamenti costanti della mortalità generale per comune, ponendo a confronto la media di decessi degli anni 2015-2019 col numero assoluto di decessi nei mesi del 2020; (https://public.tableau.com/views/Variazioni/DecessiIstat?:language=it&:display_count=y&publish=yes&:origin=viz_share_link&:showVizHome=no#3) ; l’ultimo mese disponibile è novembre.

Estraendo i nostri dati è possibile verificare un significativo eccesso di mortalità, che, nei mesi di marzo e aprile, ha comportato un incremento del 100%, in ottobre del 20% e novembre di nuovo del 100%.

Pur non essendo tale eccesso di mortalità, sino a statistiche ufficiali, necessariamente addebitabile al coronavirus, sicuramente l’evento pandemico ne è stato la principale causa. (tab 8)

 

Come già evidenziato a pagare il maggior tributo sono state le persone anziane, con tassi di mortalità sino al doppio della media (18 decessi per mille negli ultranovantenni, rispetto al tasso per tutte le età del 10 per mille) e relativo numero di decessi. (tab 9)

 

In conclusione la pandemia da nuovo coronavirus si è presentata nel nostro comune secondo dinamiche del tutto simili a quelle della città metropolitana di Milano e della vicina provincia di Varese, con un primo interessamento nei mesi di marzo – aprile, dove, pur con un numero di persone riconosciute positive al tampone abbastanza contenuto, abbiamo avuto un eccesso di mortalità rilevante; di contro a novembre, con un numero di rilevati positivi enormemente più alto, l’eccesso di mortalità generale appare più contenuto, anche se con dati non ancora definitivi.

Gennaio e febbraio 2021 hanno invece manifestato una stabilizzazione dei contagi, pur con le medesime caratteristiche di età colpite e letalità della seconda ondata.

Sicuramente la politica di implementazione dei tamponi – a marzo limitata ai sintomatici ricoverati- ha determinato una maggiore capacità diagnostica con un ridimensionamento proporzionale dei casi gravi e della letalità, tuttavia è indiscutibile la più ampia diffusione verificatasi nell’autunno.

Ricordiamo in conclusione che il tampone naso faringeo è volto alla ricerca della presenza del virus nell’organismo, mentre i test sierologici servono per conoscere se un individuo è venuto a contatto, dunque si è infettato con il nuovo coronavirus e ha sviluppato anticorpi.

In merito ai test sierologici non abbiamo dati puntuali nel nostro comune, ma esclusivamente quelli derivati dallo studio nazionale di sieroprevalenza su SARS-CoV-2 effettuati dal 25 maggio al 15 luglio, i cui risultati preliminari indicavano un 7% dei lombardi con anticorpi positivi.   (http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4998).

 

Riguardo alle azioni di prevenzione e controllo va ricordato che anche nel nostro territorio hanno avuto inizio le vaccinazioni di operatori sanitari (dipendenti ospedalieri e di ATS, medici di medicina generale) e socio-sanitari (RSA e ospiti) e degli ultraottantenni (che nel nostro territorio sono pari a 4938, di cui 200 in RSA) come pure di operatori della polizia locale e, a partire dall’1 marzo, degli insegnanti.

Nella ATS è in corso la fase 1bis, che prevede oltre a operatori sanitari, quali medici non dipendenti e farmacisti, anche operatori e ospiti di strutture per disabili. Abbiamo richiesto, insieme agli altri Sindaci del nostro Distretto che si vaccinino al più presto volontari e persone disabili che pur non frequentando abitualmente strutture socio-sanitarie hanno comunque contatti con associazioni e volontari.

E' in corso di definizione una ulteriore sede vaccinale, rispetto a quella ospedaliera e per la quale il Comune di Legnano ha dato disponibilità, per la vaccinazione di massa della popolazione generale.

In stretto raccordo con la Prefettura e le forze dell’ordine presenti nel nostro territorio, la Polizia Locale ha implementato i controlli sui positivi in quarantena al proprio domicilio e sul rispetto delle norme comportamentali (limitazione degli spostamenti, utilizzo mascherina, assembramenti); una particolare attenzione è stata dedicata ad alcune aree che hanno visto una massiccia presenza di giovani, non solo legnanesi, nella fascia tardo-pomeridiana con anche riscontro di comportamenti illeciti. Tuttavia solo la responsabilità personale potrà aiutarci a uscire da questo difficile periodo, ferma restando l’azione educativa e di controllo delle autorità.

(fonte dati: Cruscotto regionale, attivo da settembre 2020)